Il presidente del Galatasaray spaventa Juve e Inter: le frasi su Osimhen e Calhanoglu (AnsaFoto) - notiziario.calciomercato.it
Ambizione turca, brividi italiani: il Galatasaray alza la voce e mette nel mirino i simboli della Serie A. Tra dichiarazioni forti, trattative sussurrate e valutazioni monstre, la sfida non è solo in campo
Il messaggio è chiaro: il Galatasaray non vuole più essere una comparsa nei grandi tavoli del calcio europeo. Lo ha detto a chiare lettere la dirigenza, per bocca del vicepresidente Abdullah Kavukcu, in un’intervista a un quotidiano sportivo nazionale.
Il 5-2 dell’andata contro la Juventus è stato indicato come prova d’ambizione. Un risultato che, al di là dei tabellini, diventa manifesto. “Vogliamo alzare l’asticella”, ha spiegato il dirigente. E la frase ha avuto l’effetto di un colpo di gong: Torino e Milano hanno alzato le antenne.
Sullo sfondo c’è la partita di ritorno allo Juventus Stadium, poi finita 3-2 per la Juve, un risultato che ha sancito il passaggio del turno per il Gala. L’aria è cambiata. “Stiamo costruendo una squadra di top player, vogliamo diventare fra i migliori al mondo”, la sintesi del progetto. Parole che, dette oggi, non suonano come uno slogan. Suonano come una promessa.
Il club di Istanbul ha investito, programmato, tessuto relazioni. Non è solo una questione di nomi. È un posizionamento. Nel calcio globale, contano visione, tempismo e continuità. Il riferimento diretto alla Juventus vale come test di maturità. Tenere il risultato a Torino non è impresa da tutti. Ma la vera sfida è un’altra: sostenere questa spinta nel medio periodo, tra bilanci, fair play e piazze esigenti.
Nel frattempo, a Milano osservano. Perché tra gli obiettivi dichiarati spunta un nome che brucia: Hakan Calhanoglu. “Abbiamo provato a gennaio” ha raccontato Kavukcu, “ma l’Inter ha chiuso la porta”. Una chiusura netta, com’era prevedibile, dato il ruolo centrale del regista turco.
Calhanoglu è icona della nazionale e, per ammissione della dirigenza, tifoso del Galatasaray. Questo elemento identitario può pesare nel lungo periodo? Possibile. Sicuro? No. Al momento non risultano percorsi definiti né date credibili. È più un filo che resta teso, pronto a vibrare quando lo spartito cambierà.
Poi c’è il nome che sposta il vento: Victor Osimhen. Il vicepresidente ha ricordato un investimento da 75 milioni e ha parlato di un valore di mercato “raddoppiato”. Un segnale forte alle pretendenti, Juve inclusa: per acquistare il nigeriano ci vorranno 150 milioni. Messaggio trasparente: trattenere i propri bomber, oggi, significa fissare l’asticella altissima. E costringere gli altri a pensarci due volte.
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