Calciomercato, da Borriello a Pazzini: ecco gli attaccanti in cerca di squadra

Marco Borriello

CALCIOMERCATO ATTACCANTI ESTATE 2012 BORRIELLO PAZZINI / ROMA – Come mai nelle ultime estati il mercato degli attaccanti è in fermento. Tanti i bomber messi da parte dalle rispettive squadre e pronti al rilancio dopo una stagione difficile. Un passato in comune nella Nazionale italiana, persa prima di Euro 2012, e la stessa voglia di riprendersi la maglia azzurra in vista dei Mondiali 2014: da Marco Borriello ad Alberto Gilardino, passando per Pazzini, Matri, Quagliarella e Iaquinta. Per tutti tanta voglia di tornare ad essere protagonisti.

Alla Roma non c’è posto per Borriello, tornato dall’esperienza alla Juventus nella quale è arrivato anche lo Scudetto, seppure non da titolare. “Non rientra nei piani della società”, ha tuonato Walter Sabatini. Su di lui c’è la Fiorentina, piace sempre anche al Genoa del suo ex presidente Preziosi, ma il problema resta il suo ingaggio troppo alto per un club che non sia di primissima fascia. Si è invece messo sul mercato da solo Giampaolo Pazzini, che dal ritiro di Pinzolo ha detto di non fare parte del progetto di Stramaccioni. Lo sogna la Sampdoria, che però nel frattempo ha già preso Maxi Lopez: il Pazzo non vuole restare a fare la riserva di Milito, ma per adesso le pretendenti latitano.

Alessandro Matri alla Juventus ci vorrebbe invece restare ma, nel caso in cui arrivasse il tanto sospirato top-player, uno tra lui e Fabio Quagliarella dovrà fare le valigie. Entrambi sono possibili pedine di scambio per arrivare a Jovetic, ma Matri piace anche al Milan per il dopo Ibrahimovic. Da Firenze se ne è invece andato a gennaio Alberto Gilardino per trovare fortuna al Genoa: in rossoblu ha un contratto lungo e ricco, ma finora le cose sono andate malino. Anche per lui non va escluso il rilancio altrove. Infine c’è uno che, come Gilardino, si è laureato campione del mondo a Berlino: Vincenzo Iaquinta, emarginato alla Juventus e reduce dalla sfortunata eserienza al Cesena. A 33 anni non è ancora troppo tardi per sognare l’azzurro.

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