Napoli-Atalanta, Mazzarri su Lazio, stagione, terzo posto e futuro

NAPOLI ATALANTA MAZZARRI CONFERENZA STAMPA / NAPOLI – E’ un Walter Mazzarri ancora amareggiato, quello intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Atalanta. La sconfitta di sabato contro la Lazio ha spinto il tecnico azzurro ad una serie di riflessioni sull’intera stagione. Queste le sue dichiarazioni: “Il Napoli ha fatto vedere di essere più che unito. Nello spogliatoio eravamo affranti, non ci siamo spiegati questa sconfitta. Domani vorremo giocare una partita sulla falsariga di quella contro la Lazio, cercando di stare più attenti in fase difensiva. Nel calcio, come nella vita, c’è un momento in cui va tutto storto: Mauri forse farà due volte nella sua vita un gol del genere. L’arbitro? Al di là di qualche testata giornalistica assurda, tutto il mondo ha visto un rigore clamoroso negato a Pandev ed un errore clamoroso in fuorigioco su Cavani“.

“TERZO POSTO? MAI DETTO” – “Stiamo giocando un’ottima stagione, e cercheremo di dare il massimo fino alla fine. Sarà difficile ritrovare un gruppo come questo: spero di allenare ancora per qualche anno, ma non so se troverò un gruppo coeso come il Napoli 2011/12. Non ho mai parlato di terzo posto: mi avete mai sentito parlarne? Credo e sono sicuro che cercheremo di vincere ogni partita. Abbiamo una mentalità propositiva, e anche se qualche volta può andarci male, in questi due anni e mezzo siamo arrivati dove siamo grazie a ciò. Finché allenerò punterò ad un calcio propositivo“.

CHAMPIONS DECISIVA – “Quest’estate sapevo quanto avrebbe inciso fare la Champions League, e ve lo dissi. La partita sbagliata contro il Siena all’andata ci ha portato un dispendio di energie pazzesco: vincere nel ritorno, con l’accumulo di partite di quel periodo, è stato molto dispendioso nel calcolo globale dell’annata, e questo nessuno lo dice. Sarebbe stata la prima, vera sconfitta anche da parte mia: è l’unica partita dove mi sarei sentito di non aver centrato un obiettivo, perché affrontavamo una squadra oggettivamente inferiore al Napoli“.

CON LA SPINTA DEI TIFOSI – “Questo gruppo sente le sconfitte: ha una sinergia particolare col pubblico. Voglio porre l’attenzione su quest’aspetto: la partita spartiacque fu quella col Chievo, quando venivamo da risultati inferiori alle aspettative. Da lì cominciò la serie di cinque vittorie consecutive, e il pubblico capì il momento particolare, spingendoci a portare più punti a casa con il suo supporto. Tutti hanno un motivo particolare per fare la partita della vita contro di noi: squadre molto più esperte ed abituate al vertice, come il Milan, hanno perso. Abbiamo una partita insidiosa davanti, e dobbiamo aiutare i ragazzi tutti insieme fino al 90+6′, in un periodo in cui ci va tutto storto“.

ERRORI ARBITRALI – “Abbiamo cantato ‘O surdato ‘nnammurato per anni, oggi ce lo cantano gli avversari perché lo hanno imparato a memoria quando vincevamo. L’anno scorso avevamo la giusta paura dell’avversario: essere stati la squadra-rivelazione, inconsciamente, ci ha portato ad essere meno attenti ai particolari. Quando dominiamo sul campo a volte sottovalutiamo le insidie, e siamo stati puniti in alcune partite per questo. L’attenzione di tutti su di noi ci ha portati ad avere sfortuna: ad esempio contro la Lazio, quando all’andata giocammo una partita stupenda, e Marchetti ha fatto il fenomeno. Abbiamo segnato alla fine meritatamente, ma ci è stato tolto il gol immeritatamente. Senza errori arbitrali non avremmo perso all’Olimpico“.

ATALANTA – “Faremo il nostro gioco anche contro l’Atalanta, cercando di non farli giocare e di proporci in attacco. L’unica partita in cui non siamo stati capaci di giocare alla nostra maniera è stata quella contro la Juventus, che è una super-squadra ed è molto fresca non avendo giocato in Europa. Speriamo che gli episodi stavolta ci diano ragione”.

NIENTE SETTIMANE-TIPO – “Questa squadra potrebbe non essere abituata a tutte queste pressioni e pretese: c’è l’imperativo di arrivare terzi, ma non è mai stato un nostro obiettivo. A volte i ragazzi possono essere distratti e subire cali di concentrazione per questi motivi. Non abbiamo avuto settimane-tipo, giocando di sabato o lunedì”.

FUTUROMazzarri ha speso parole anche circa un suo possibile futuro lontano da Napoli. Come ha sempre fatto nella sua carriera, in cui ha lasciato squadre soltanto al termine naturale degli accordi, l’allenatore azzurro ha sottolineato: “Ho un contratto fino al 2016 ed intendo rispettarlo”.

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